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La ritrattazione del dottor Morales secondo il quotidiano Diario Montañés

Il dottor Luis Morales Noriega – noto medico psichiatra di Santander (Cantabria, Spagna) – fece parte della Commissione nominata dal Vescovado di Santander per lo studio delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal, dall’inizio delle stesse fino all’estate del 1961. Non nascose mai la sua opinione negativa al riguardo, posizione che influì in modo determinante sulla presa di posizione del Vescovado. In base alle relazioni di tale Commissione – per lo più gli studi del dottor Morales – furono pubblicate varie lettere vescovili in cui si afferma che “non consta soprannaturalità” dei fatti di Garabandal.

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La ritrattazione del dottor Morales secondo il quotidiano Diario Montañés

Il dottor Luis Morales Noriega – noto medico psichiatra di Santander (Cantabria, Spagna) – fece parte della Commissione nominata dal Vescovado di Santander per lo studio delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal, dall’inizio delle stesse fino all’estate del 1961. Non nascose mai la sua opinione negativa al riguardo, posizione che influì in modo determinante sulla presa di posizione del Vescovado. In base alle relazioni di tale Commissione – per lo più gli studi del dottor Morales – furono pubblicate varie lettere vescovili in cui si afferma che “non consta soprannaturalità” dei fatti di Garabandal.

“Non consta”, nel linguaggio canonico, non significa che non si verificarono le apparizioni, ma che non siamo certi se ci furono o no. Indica mancanza di certezze sia per affermare sia per negare. È una dichiarazione che dovrebbe indurre a completare gli studi al fine di risolvere i dubbi. Ciò nonostante – ben lungi da questo – i rapporti del dottor Morales favorirono l’arenarsi della situazione dando origine a molti pregiudizi ed interpretazioni errati.

Passarono però gli anni e, il 30 maggio 1983, il dottor Luis Morales convocò una conferenza nel saloni dell’Ateneo di Santander avente per titolo: “Le apparizioni di San Sebastián de Garabandal”. L’Ateneo è un’istituzione che gode di grande prestigio nella capitale della Cantabria per la sua attività – già centenaria - al servizio della cultura, al più alto livello scientifico.

Sia il titolo della conferenza che la cornice scelta per svolgerla erano presagio di un evento di grande rilevanza per la storia di Garabandal. L’Ateneo registrò un “pieno” storico.

Il Diario Montañés, il quotidiano più letto in Cantabria, lo descrive così: «L’auditorium dell’Ateneo era completamente pieno. Il salone inferiore era totalmente pieno. Completamente pieni erano anche il salone, il bar e la sala giochi, come anche l’atrio e le scale d’accesso al colto edificio».

Cosa doveva dire il dottor Morales, l’acerrimo nemico delle apparizioni di Garabandal, per creare una simile aspettativa? Il dottor Luis Morales Noriega affermò – per grande sorpresa di molti - che la Vergine Maria era davvero apparsa a Garabandal, e che aveva il permesso della gerarchia diocesana per pronunciarsi in questo modo. Così lo pubblicò il Diario Montañés, nell’edizione del 31 maggio 1983, e nelle righe seguenti vi offriamo l’articolo integrale.

Morales disse inoltre che, secondo lui, «Garabandal è lo stesso di Lourdes o Guadalupe» e che «Garabandal è un faro», perché «la Madonna che apparve a queste bambine di Garabandal ha aperto un “nuovo” percorso di vita - preghiera, sacrificio, umiltà... – e di metodologia della scienza».

Tutte queste frasi poste tra virgolette sono le testuali risposte del dottor Morales al giornalista Julio Poo San Román, che lo intervistò per un nuovo articolo, divulgato dal Diario Montañés l’1 giugno 1983, che pure potete leggere in seguito.
La ritrattazione del dottor Morales fu pubblica e completa, a tal punto che concluse la conferenza «chiedendo alla Vergine di Garabandal che gli anni di vita che mi rimangono trascorrano alla Sua ombra, e che Ella mi accolga poi nel Suo grembo».

Il suo cambio di posizione segna un prima e un dopo nella storia delle apparizioni di Garabandal ed esige una revisione di tutto quanto è stato detto e scritto sulle stesse negli anni precedenti.


- Diario Montañés, 31 maggio 1983

Il dottor Morales ha difeso le apparizioni di Garabandal

L’Ateneo ha battuto il record di presenze, con un pieno impressionante.
«Se oggi sono qui e ho parlato della Madonna di Garabandal, è perché Ella ha fatto cambiare le circostanze, e lo faccio con il permesso della gerarchia ecclesiastica».

Ha concluso così ieri sera la sua conferenza su “Le apparizioni di San Sebastián di Garabandal” il medico Luis Morales Noriega, dopo essere stato intervistato nel colloquio seguito alla sua conferenza scientifica.

L’auditorium dell’Ateneo era completamente pieno. Il salone inferiore era totalmente pieno. Completamente pieni erano anche il salone, il bar e la sala giochi, come anche l’atrio e le scale d’accesso al colto edificio. Tra il pubblico, numerosi sacerdoti, per la maggior parte giovani, religiose e medici.

Dopo la presentazione ad opera del dottor Colvée, il dottor Morales ha esposto brevemente la storia delle apparizioni dal mese di giugno del 1961 al novembre del 1982, in cui, con l’arrivo del Papa in Spagna, gli premeva trattare il tema in profondità. Ha svolto un’analisi psicologica sviluppando concetti scientifici, fisici e matematici concernenti questi fenomeni, citando figure di rilievo in ognuno dei campi.

Ha detto che l’apparizione della Madonna alle bambine non fu solo un miracolo, ma un fatto provvidenziale, un “piede di porco” conficcato nel mondo per innestare maggiore spiritualità.

Ha fatto riferimento alle apparizioni della Vergine ad alcuni santi, e anche a quelle di Lourdes e Fatima, per poi arrivare a Garabandal e ai messaggi della stessa, sottolineando che i “cocciuti” di Garabandal devono essere sicuri che la Vergine apparve alle bambine e che grazie a Garabandal si è aperta una nuova strada di vita e di metodologia della scienza.

Ha concluso supplicando la Madonna di Garabandal di avere misericordia di lui negli ultimi anni che ancora gli rimanevano.


 

- Diario Montañés, 1 giugno 1983

Garabandal sembra uscire dal silenzio ufficiale.
La conferenza del dottor Morales ha portato alla luce la revisione degli eventi del 1961.
Julio Poo San Román

L’altro ieri notte, con un pieno impressionante, il dottor Luis Morales Noriega ha pronunciato la sua conferenza su “Le apparizioni di San Sebastián di Garabandal” nell’Ateneo di Santander. Il tema, già motivo di interesse, ha acquistato un’attualità ancora maggiore con l’affermazione dello stesso dottor Morales: «Se oggi sono qui e ho parlato della Madonna di Garabandal, è perché Ella ha fatto cambiare le circostanze, e lo faccio con il permesso della gerarchia ecclesiastica». Vale a dire che il permesso di ora contrasta con il divieto che da più di dodici anni esisteva attorno a questi fenomeni accaduti nello sperduto paesino della Cantabria, iniziati nel mese di giugno del 1961.

Da allora, la Madonna di Garabandal ha acquistato spessore tra la gente, tanto che in breve tempo sono sorti movimenti garabandalisti in numerosi Paesi del mondo. Da molti di essi, con un’affluenza costante, giungono pellegrini a visitare questo paese appollaiato sulle montagne della Cantabria: vengono in traghetto, in aereo, in comitive organizzate. Qualche giorno fa hanno visitato Garabandal quasi due centinaia di giapponesi in pellegrinaggio, e non molte settimane prima sono venuti messicani e nordamericani. Oggi, con la strada d’accesso da Cosio, la salita è comoda e facile, non come al tempo delle presunte apparizioni che ci toccò vivere in diverse occasioni, con il sole e con il freddo, con la pioggia e con i temporali...

Chi scrive ciò, ebbe la fortuna di essere il primo a trattare il tema con l’ampiezza ad esso dovuta, non solo nella stampa provinciale, ma anche nazionale e internazionale. Quando si verificarono le prime presunte apparizioni, in diverse occasioni passammo del tempo insieme alle allora bambine Conchita, Mari Cruz, Mari Loli e Jacinta e parlammo con loro, potendo verificare come spiegavano in ogni particolare le presunte visioni prima di un angelo e poi della Vergine.

In seguito arrivò il silenzio ufficiale, che non è stato di ostacolo alla creazione di Associazioni di Garabandal in diverse parti della Spagna e di altre nazioni nei cinque continenti. E così fino ad ora, quando ci arriva la notizia dallo stesso dottor Morales che ha resuscitato il tema in questa conferenza.

Cosa l’ha condotta a pensare di nuovo alle apparizioni?
L’entusiasmo mariano del Papa quando venne in Spagna a novembre, e ancora di più quando visitò il Santuario di Guadalupe e disse più o meno che non capiva come poteva essere stato prima in una Guadalupe del Messico ed ora in questa della Spagna. Che era la stessa cosa, Sua Santità spiegò dal punto di vista scientifico che la storia è un fenomeno che creano gli uomini, ma che la Madonna non ha storia, perché è sempre la stessa. Mi fecero poi pensare a questa revisione quelli che chiamano i “testardi o “cocciuti” di Garabandal, che hanno un fattore comune, siano essi cattolici, protestanti o di qualsiasi nazione: il transfert nella Madonna, l’affettuosa, esistenziale e razionale devozione a San Giuseppe, così come il rispetto alla gerarchia ecclesiastica e al signor vescovo.

Quali conseguenze ha tratto da questa revisione?
Presento il problema affinché ognuno interpreti quello che vuole, ma, nel messaggio di Garabandal, la cosa di minore importanza sono le apparizioni o quello che dissero le bambine. Ciò che conta è l’attitudine che la Vergine Maria ci ha regalato per una nuova metodologia di interpretazione dei fatti in questa era atomica che stiamo iniziando, siano essi politici, economici, etc.

Cosa intende dire?
Il primo insegnamento è quello che ci fa percepire e palpare la trascendenza dell’umiltà, senza la quale non c’è sapienza possibile, nonostante ci sia la cultura. È allora, quando prendiamo coscienza del fatto che non sta a noi con il nostro lavoro umano, nient’altro che la verità temporale e tra tutti gli aspetti possiamo approssimarci alla verità atemporale, che è la fonte dell’amore per la comprensione e la liquidazione dei sentimenti. È allora, quando prendiamo coscienza del fatto che con il nostro lavoro umano non troviamo nient’altro che la verità temporale, e tra tutti gli aspetti possiamo appena approssimarci alla verità atemporale, che è la fonte dell’amore per la comprensione e lo scorrere dei sentimenti.

Allora, come vede lei il fenomeno di Garabandal?
Secondo me, in concreto, Garabandal è lo stesso di Lourdes o Guadalupe, vale a dire che sono espressioni vitali esistenziali e razionali, che da un senso unitario della scienza dimostrano che la società e l’uomo attuale hanno vitalmente e razionalmente fame di trascendenza. Garabandal è un faro per orientare le rotte che ci portano verso una civilizzazione che non sia etologia ed ecologia animale, poiché siamo persone dotate di una natura intellettuale, non semplici oggetti viventi.

E rispetto ai miracoli?
Veda un po’ lei, né Bernadette né Giacinta sono sante. E non c’è bisogno che lo siano, come neanche lo sono le bambine di Garabandal. Quanto a me, Garabandal mi ha fatto ricordare e rivivere il lontano XVI secolo di San Giovanni della Croce e di Santa Teresa di Gesù, o il XVII secolo di San Paolo della Croce e di Sant’Alfonso Maria de Liguori. Per comprendere una volta per tutte la differenza tra spasmi, convulsioni e crisi isteriche patologiche e l’inibizione o un’estasi dell’unione funzionale con Cristo e la Vergine, diciamo che sono fenomeni i primi di spiegazione entropica e le seconde sintropica, secondo come ci apre gli occhi la moderna interpretazione dell’astrofisica.

E come considera lei le bambine?
Normali e ordinarie. In un aspetto monodimensionale della scienza, ossia, in un aspetto immediato in funzione di una concezione ampia e ed ingegnosa, mentre poveramente potremmo classificarle come vogliamo. In un senso unitario della scienza, però, nessuno oserebbe classificare, ragione per cui bisogna essere molto prudenti, mantenendo sempre la speranza fondata nella sapienza degli umili, come lo erano queste bambine. Insomma, la Madonna che apparve a queste bambine ha attualizzato una “nuova” strada di vita, - preghiera, sacrificio, umiltà...- e di metodologia della scienza. Concludo perciò, come nella mia conferenza di ieri, chiedendo alla Vergine di Garabandal che gli anni di vita che ancora mi rimangano trascorrano alla Sua ombra e che Ella mi accolga poi nel Suo grembo.

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