Don Manuel Guerra e Garabandal

CONTEMPLATIVI NELL'ATTIVITÀ DI OGNI MOMENTO

Don Manuel Guerra è un sacerdote spagnolo che, senza mai aver messo da parte le attività pastorali, ha dedicato il meglio di sé allo studio e alla ricerca teologica, diventando Preside e professore della Facultad de Teología del Norte de España (N.d.T.: Facoltà di Teologia del Nord della Spagna), oltre ad essere professore all’Università di Navarra e allo Studio Teologico Sant’Ildefonso di Toledo. Molto noto per le sue importanti pubblicazioni riguardo le sette, la New Age e la massoneria, è anche un grande conoscitore delle apparizioni di San Sebastián de Garabandal. Nonostante non sia un testimone diretto dei fatti, il suo rapporto con Conchita Gonzàlez gli ha conferito sufficienti argomentazioni per poterne parlare con autorità. Don Manuel fu confessore della veggente durante la sua permanenza nel Collegio delle Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento a Burgos, negli anni 1996 e 1997 e, con il passare degli anni, mantenne l’amicizia con colei che fu la guida spirituale di Conchita nel collegio, Madre Nieves García.

Nel 2018 Gabriel Ariza Rossy pubblicò un avvincente libro dal titolo “Manuel Guerra Gómez. La Guerra de don Manuel” (N.d.T.:. Manuel Guerra Gómez. La Guerra di don Manuel), frutto di una lunga intervista con don Manuel. Il libro è molto interessante dall’inizio alla fine; a voi raccomando di leggere per intero l’ultimo capitolo, completamente dedicato a Garabandal. Basta leggere le prime due righe per concludere senza ombra di dubbio che Don Manuel crede nella soprannaturalità dei fatti di Garabandal, opinione che viene confermata man mano che si succedono domande e risposte. Don Manuel parla con piena naturalezza e convinzione di fenomeni che considera provatamente soprannaturali, nonostante la dichiarazione ufficiale della loro natura soprannaturale competa alla Santa Sede, che non si è ancora pronunciata in modo definitivo. Ciò di cui don Manuel è sicuro è che non c’è di mezzo il demonio: «Assicuro che è da scartare l’ipotesi dell’origine demoniaca dei fenomeni di Garabandal».

Il capitolo comincia con un atto insolito che non si riscontra in nessun’altra delle domande a lui rivolte: offre tutti i riferimenti di tutta la bibliografia che egli ha consultato su Garabandal, che è abbondante. Tra i libri letti, don Manuel ne mette in evidenza uno, nato dalla tesi dottorale di Padre José Luis Saavedra, “Garabandal, mensaje de esperanza” (N.d.T.: Garabandal, messaggio di speranza), del quale afferma: “un’esposizione oggettiva, completa, eccellente”.

Sono molti i fattori delle apparizioni di Garabandal che hanno impressionato Don Manuel, in primo luogo il modo in cui la Vergine vi si manifesta: “La Madonna a Garabandal si è definita ‘Madre di Dio e Madre Nostra’ ”. Buon conoscitore della teologia mistica, è rimasto colpito anche dall’innumerevole quantità di fenomeni straordinari che si verificarono a Garabandal. Per questo, afferma: “C’è riscontro praticamente di tutti i cosiddetti ‘fenomeni fisici e psichici della mistica’ ”. Per dimostrarlo, fa un elenco dettagliato di tali fenomeni. In tale contesto lo meravigliò la risposta azzeccata di Conchita alla domanda: “Tu cosa preferisci: visione o locuzione?”, alla quale Conchita rispose senza titubanze: “Locuzione”. Commentandolo, don Manuel confessa che egli avrebbe dato la risposta contraria, ma, consultando dei trattati di mistica, scoprì che Conchita aveva risposto correttamente: “Constatai che Conchita aveva ragione, nonostante non glielo avesse detto nessuno né lo avesse letto in alcun libro”.

Sicuramente, una delle affermazioni più coraggiose di questa intervista è la chiarezza con cui Don Manuel rimprovera la Commissione diocesana per il modo di procedere: “Il comportamento negligente della Commissione nominata dal vescovado di Santander è stata deplorevole. È responsabile della carenza di un verbale ufficiale, oggettivo, dettagliato e completo dei fatti accaduti a Garabandal. Cosa che non potrà mai farsi”. A esprimere un giudizio così negativo non è una persona qualsiasi, ma un teologo di grande prestigio e autorità. Sull’argomento, don Manuel ricorda la ritrattazione pubblica del medico principale della suddetta Commissione, lo psichiatra Luis Morales, Primario di Igiene Mentale della Provincia di Santander, che avvenne il 30 maggio 1983, nella quale: «dichiarò che non ci fu nessuna ricerca propriamente detta; si era comportato senza oggettività, senza presenziare i fatti, e “gli eventi di Garabandal furono esattamente della stessa natura di quelli di Lourdes e Fatima, le cui protagoniste erano bambine della stessa età e in condizioni simili di isolamento” (parole della ritrattazione di Morales)».
Ad un certo punto, Gabriel Ariza si permette di porre domande su uno dei temi che hanno suscitato più polemiche intorno a Garabandal, ossia l’avvertimento del secondo messaggio, che dice: “Cardinali, Vescovi e Sacerdoti camminano in molti sulla via della perdizione e trascinano con loro moltissime anime”. Don Manuel non si intimidisce di fronte a una simile domanda, e riconosce che i fatti hanno confermato ciò che nel 1965 sembrava inammissibile e addirittura offensivo. Don Manuel si domanda con dolore: “Se ci fossero state trasparenza o fedeltà nella trasmissione del messaggio e l’adeguata divulgazione dello stesso, saremmo arrivati dove siamo oggi, con tanti danni per molte persone?.

Don Manuel si emoziona contemplando l’impegno di Nostra Madre nell’insegnare alle veggenti “a essere fedeli e felici nelle attività quotidiane”. Per questo Ella trascorreva tanto tempo con loro, per poterle educare come fanno le madri, semplicemente con la loro presenza, che non è tempo perso perché permette loro di plasmare il cuore dei figli attraverso le conversazioni e l’esempio, attraverso i momenti sia di gioco sia di profonda riflessione. Ha ragione Don Manuel quando afferma che “La Madonna conviveva con le veggenti e viveva a Garabandal”, quasi come un’altra “vicina”. Attraverso un’esperienza così straordinaria, la Madonna le preparava – e noi con loro - per arrivare alla santità passando per il cammino delle “attività e circostanze della vita ordinaria”. Per Don Manuel, il messaggio-chiave di Garabandal è il richiamo che la Madonna rivolge a tutti ad essere “contemplativi nell’attività di ogni momento”. 

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