• Aneddoti

    del tempo delle apparizioni
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Regina e Signora di tutto il creato

Reina y Señora

 

«Fin dai tempi del Vescovo di Santander Mons. José Eguino Trecu, che morì nel 1961, poco prima delle apparizioni, nelle chiese della diocesi era stata introdotta la pratica di concludere il rosario con l’invocazione: «Nostra Signora Bien Aparecida, Regina e Madre della Montagna, prega per noi», ripetuta per tre volte e ogni volta seguita da un’Ave Maria.

    Si deve a Mons. José Eguino Trecu che la Madonna, con questo titolo di “Bien Aparecida”, sia stata proclamata Patrona di tutta la provincia di Santander, Comunità di Cantabria, in cui abbondano i santuari mariani. Il Santuario della Bien Aparecida si trova in un bel luogo tra i monti, dominante il percorso del fiume Asón, con bella vista su Udalla e Ampuero, e di esso si prende cura una comunità di Padri Trinitari. L’immagine fu portata a Santander, capoluogo della regione montuosa, la Cantabria, negli ultimi anni di Monsignor Eguino Trecu per la sua Incoronazione canonica solenne a Patrona».

Mons. José Eguino Trecu disse che il paese di San Sebastián de Garabandal era così fedele nella sua vita religiosa, e così devoto alla Santissima Vergine Maria, che in futuro qualcosa di molto grande vi sarebbe accaduto.

    Queste parole di Mons. José Eguino Trecu furono profetiche. Durante le Apparizioni, Maria fu Madre e Maestra, anche se Dio fece risaltare altri titoli di Colei che al contempo è “l’umile schiava del Signore”.

    In un’estasi, dopo il rosario, le bambine pregarono il Credo apostolico, e, come al solito quando lo pregavano durante l’estasi, aggiunsero nella frase sulla Chiesa Cattolica le parole “apostolica e romana”. Introducevano pure un’innovazione in certe invocazioni finali: invece di dire “Nostra Signora Bien Aparecida, Regina e Patrona della Montagna”, dicevano “Regina e Signora di tutto il creato”».

Non pensiamo neanche al mangiare

anécdota

Margarita scrive a sua madre, Avelina, che era nelle Asturie quando iniziarono le Apparizioni:
«Beh, qui siamo nella gloria, non pensiamo neanche al mangiare. Io sono con la piccolina maggiore».

Lì erano nella “calleja”, senza ricordarsi di andare a cenare né di dormire né di altro. “E qui siamo nella gloria, non ci ricordiamo di nessuno”.

Ah, Dio mio! - dice Avelina - io non riuscivo a dormire. Al pensiero di andarmene ormai dalle Asturie, di venire al paese, non dormivo.

“Quando verrò vi racconterò molte cose, perché per lettera è impossibile. Dalle Asturie è venuto quasi un paese intero. È venuta moltissima gente, ma dalle Asturie più che da tutti gli altri luoghi. Da Santander anche, ma viene meno gente. Non posso dirvi altro per lettera, questa è una bellezza. Non può essere messo per iscritto. E neppure a voce potrà essere fatto, sarà meglio vederlo piuttosto che dirlo. Sono cose di Dio e della Vergine Maria, e per questo è tutto così bello”.

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