Download Free Templates http://bigtheme.net/ Websites Templates
  • Pensieri mariani

  • 1

Per il mese di marzo

"Accorriamo alla Vergine pieni di fiducia, perché Ella ci ha portato Dio ed è, in un certo modo, un acquedotto dal quale facilmente trarremo l’acqua celeste di Cristo per i nostri orti; Ella è una regina ricchissima e generosissima. Quale luogo più sicuro delle piaghe di Gesù e delle braccia e del grembo della Regina degli Angeli?” (San Giovanni Berchmans).

San Giovanni Berchmans nacque in Belgio il 13 marzo 1599, in una famiglia di buoni cristiani. Erano cinque figli, tre dei quali si consacrarono al Signore. In casa fu sempre buono, aiutava la madre in ciò che poteva. Realizzò i suoi studi nel seminario di Malines e in seguito entrò nel noviziato dei Gesuiti della stessa città. Si distinse per la sua carità, lo studio e la pietà. Ebbe una grande devozione alla Vergine Santissima, che desiderava amare di un amore molto affettuoso, non volendo smettere fino a che non avesse raggiunto tale amore. Viveva sotto lo sguardo di questa Dolce Madre. Durante la sua vita fu difensore del dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, e l’ultimo anno prima di morire si impegnò, firmando con il suo sangue, ad “affermare e difendere ovunque si trovasse il dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria”. Desiderava praticare tutte le virtù e si sforzava di osservare perfettamente i suoi obblighi, senza scuse. Sapeva approfittare delle croci quotidiane, lavorava appassionatamente per la gloria di Dio, faceva ogni cosa al momento opportuno, dando valore sovrannaturale ad ogni intenzione. Diceva: “Quando bisogna pregare, prega con sommo amore; quando bisogna studiare, studia con tutta speranza; quando bisogna fare esercizio, fallo con tutto entusiasmo”. Voleva fare le cose sempre con più amore. Studiava pensando al futuro apostolato che avrebbe realizzato e alla anime che avrebbe incontrato. Morì giovane, dicendo che la sua maggiore consolazione era non aver mai infranto, nella sua vita religiosa, nessuna regola né ordine dei suoi superiori e non aver mai commesso un peccato veniale. Prima di morire, strinse al petto il Crocifisso, il Rosario della Santissima Vergine e il libro delle Regole, dicendo: "Ecco le mie armi! Le mie caparre più care, con esse muoio contento". Morì il 13 agosto 1621. Le sue ultime parole furono: “Gesù, Maria”.

Testo liturgico del rito Ispano-Mozarabico

mozarabe

“Padre non generato e supremo, che accumulasti tanti e così grandi doni nella gloriosa Vergine Maria, arricchendoLa con il messaggio dell’Angelo grazie alla Tua parola, fecondandoLa in modo immacolato grazie al Tuo Spirito, coprendoLa con la Tua ombra divinamente potente, istruendoLa con la limpida sorgente della Tua scienza su come doveva dare alla luce il Salvatore. Essendo per Tua volontà vergine prima del parto, dopo il parto rimane vergine grazie al Tuo potere, al Tuo comando risponde la sua pura castità, la Sua verginità immacolata è un tuo miracolo. Per Sua intercessione, volgi il Tuo sguardo verso la nostra indigenza, strappaci dalle nostre frivolezze e liberaci dalle nostre tendenze viziose” (Testo liturgico del rito Ispano-Mozarabico).

L’antico rito ispanico fa parte delle liturgie di lingua latina che, tra il V e il VII secolo, furono costituite in Occidente.

 

Santa Maravillas de Jesús

s maravillas

“Ho preso la Vergine Santissima come Madre in modo speciale e Lei si è incaricata anche di prepararmi, proteggermi e difendermi. Quanto è buona questa dolcissima Madre!” (Santa Maravillas de Jesus)

Santa Maravillas de Jesus nacque a Madrid il 4 novembre 1891. Il desiderio di consacrarsi a Dio esisteva nel cuore di Maria delle Meraviglie di Gesù fin dall’infanzia. Entrò nel Carmelo dell’Escorial il 12 ottobre 1919, attratta dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce, nonché da un grande amore alla Vergine Maria.
Nel 1924 fondò un monastero di Carmelitane Scalze nel Cerro de los Angeles, vicino al monumento del Cuore di Gesù. Lì le carmelitane pregavano e si offrivano per la Chiesa e per la Spagna.
Durante la persecuzione religiosa in Spagna, Madre Maravillas mostrò grande spirito di fortezza, e in lei risplendevano  serenità e  grande fiducia nel Signore.
Il suo desiderio di vivere fedelmente la regola di Santa Teresa la portò a fondare altri dieci Carmeli, recuperando i luoghi tradizionali di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce.
Fu Priora per molti anni, nei quali insegnò alle sue consorelle le virtù, soprattutto con la sua testimonianza.
Si distinse per la sua vita mistica, l’ardore apostolico e la bontà, unita alla fermezza.
Morì nel Carmelo di La Aldehuela l’11 dicembre 1974, dicendo: “Che gioia morire Carmelitana!”.
Venne beatificata il 10 maggio 1998 e canonizzata il 4 maggio 2003.

Beato Bartolo Longo

bartolo

“Come due amici, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo diventare, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto” (Beato Bartolo Longo).

Bartolo Longo nacque il 10 febbraio 1841 a Latiano, in provincia di Brindisi (Italia). Nell’anno 1863 andò a Napoli per completare gli studi. Lì, per l’influsso di professori e di cattive amicizie, si mise nel mondo dello spiritismo e abbandonò completamente la fede cattolica in cui era stato educato. Malessere, attacchi del demonio e una profonda tristezza lo indussero a voler cercare aiuto. Lo trovò in un professore cattolico che gli disse delle parole che riuscirono a scuoterlo: “Morirai in manicomio e inoltre sarai condannato per tutta l’eternità!”. Successivamente si rivolse a un religioso domenicano, Padre Alberto Radente, e nel giorno del Sacro Cuore del 1865 si confessò e tornò alla Chiesa. Questo causò una grande gioia nella sua famiglia, che dal suo allontanamento dalla fede non aveva smesso di chiedere a Dio la grazia della sua conversione. Dopo il suo ritorno alla fede, era tormentato da un pensiero: come avrebbe potuto salvarsi con il passato che aveva vissuto? Sentiva una voce interiore che gli diceva: “Se diffondi il Rosario, ti salverai”. Comprese che la sua vocazione era diffondere la preghiera del Rosario e la devozione alla Vergine del Rosario. Nel corso della sua vita poté vedere costituite varie opere a favore di questa missione, che si sarebbe estesa nel mondo. Riuscì a costruire anche una grande Chiesa in onore della Vergine del Rosario. Non si limitò a questa missione, ma aiutò anche svariate opere di carità cristiana dirette soprattutto a orfani e poveri. Morì il 5 ottobre 1926 e fu beatificato da papa Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980.

 

Beato Charles de Foucauld

b carlos

"Mia buona Madre, Madre del Perpetuo Soccorso a cui mi sono affidato e consacrato alcuni anni fa, che così bene mi hai soccorso e così fedelmente mi hai custodito e guidato, Mia buona Madre, stringimi a Te. Io mi metto nelle Tue mani come un piccolo. Mi abbandono a Te come un bambino ai primi passi. Custodiscimi, custodisci il mio cuore! Fa che in questa notte, in questo giorno e sempre io e tutti coloro che Gesù vuole insieme a sé, possiamo condividere il Tuo amore senza fine, il Tuo sguardo, la Tua Adorazione di Nostro Signore."

Charles de Foucauld nacque il 15 settembre a Strasburgo (Francia). A sei anni rimase orfano e suo nonno si prese cura di lui e di sua sorella. Tra gli anni 1872-1875 studiò con i gesuiti a Nancy e Parigi. Nel 1876 entrò all’accademia militare. Fu inviato come ufficiale a Setif, Algeria, nel 1880, ma appena un anno più tardi fu congedato per cattiva condotta. Riuscì a imparare l’arabo e l’ebraico e nel 1883 intraprese una spedizione nel deserto del Marocco; successivamente esplorò l’Algeria e la Tunisia, rientrando a Parigi il 1886 per lavorare ad un libro sul Marocco.
In quello stesso anno ebbe una profonda conversione. riflettendo sull’Islam e sui suoi seguaci pensò che prendevano molto seriamente la loro religione, mentre egli aveva lasciato la sua fede per vivere sperperando il denaro e vivendo una vita dissoluta. Fu allora che iniziò a pregare: “Signore, se esisti, fa che io ti conosca”. Un amico gli consigliò di parlare con il Padre Huvelin e questi gli ordinò di confessarsi: obbedì e ne uscì come un uomo nuovo. Diceva: “Appena credetti che Dio esiste, compresi che non avrei potuto fare nient’altro se non vivere per Lui; la mia vocazione religiosa coincide con l’inizio della mia fede: Dio è così grande”. 
Da quel momento visse una vita molto semplice, dormendo per terra e pregando diverse ore al giorno. Entrò con i trappisti, ma uscì, perché il suo cuore e la sua chiamata erano in Africa, dove la gente non conosceva ancora Cristo. Si recò in Terra Santa e tornò in Francia per studiare per il sacerdozio. Fu ordinato il 9 giugno 1901 e alla fine di quell’anno andò a vivere a Oran Sur, vicino al Marocco, per stabilirvi un ordine dedito all’evangelizzazione del Marocco.
Nel 1902 iniziò a comprare degli schiavi per liberarli.
Nel 1904 si dedicò all’evangelizzazione dei Tuareg, stabilendosi nel deserto del Sahara, a Tamanrasset (Hoggar, Algeria).
Nel 1909 fondò l’Unione dei Fratelli e delle Sorelle del Sacro Cuore, per evangelizzare le colonie francesi in Africa. Morì per un colpo di pistola l’1 dicembre 1916. Fu beatificato il 13 novembre 2005.

Sta. Caterina Labouré

sainte vierge

“Questo globo che vedi rappresenta il mondo intero, in modo particolare la Francia e ogni singola anima. I raggi sono il simbolo delle grazie che Io spargo su coloro che le chiedono. Le perle che restano in ombra rappresentano le grazie delle persone che non chiedono” (Parole della Vergine a Sta. Caterina Labouré)

Santa Caterina nacque in Francia nell’anno 1806. Rimase orfana di madre a 9 anni, fatto che la spinse ad affidarsi in modo speciale alla Vergine, chiedendoLe che fosse sua Madre. Da giovane volle donare la sua vita al Signore come religiosa, ma suo padre oppose resistenza, dal momento che sarebbe rimasto solo ad occuparsi della casa. Sconsolata, chiese con insistenza al Signore che le concedesse ciò che tanto desiderava: essere religiosa. Una notte, vide in sogno un anziano sacerdote che le disse: «Un giorno mi aiuterai a curare i malati». A 24 anni fece visita a sua sorella, religiosa, e vide in una sala del convento il ritratto di San Vicenzo de’ Paoli, in cui riconobbe l’anziano sacerdote del sogno. Comprese che avrebbe dovuto donare la sua vita nella sua istituzione, le Figlie della Carità. Dopo molti tentativi, ottenne il permesso del padre e fu accettata nella comunità. Il 27 novembre 1830 stava pregando nella cappella del convento e le apparve la Vergine Maria avvolta in un grande splendore, dalle cui mani partivano dei raggi di luce che raggiungevano la terra. La Madonna le ordinò di fare un’immagine seguendo quanto vedeva nell’apparizione, e di far coniare una medaglia avente su un lato le iniziali della Vergine Maria ("M"), con sopra una croce e al di sotto i sacri Cuori di Gesù e Maria, e dall’altro lato l’immagine della Vergine e la frase "O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te". La medaglia fu coniata e, attraverso di essa, si compirono moltissimi miracoli, e chi la portò pregando l’invocazione ricevette grazie speciali, tanto che è comunemente nota come “Medaglia Miracolosa”. Dal 1830 fino al 1876, anno in cui morì, Caterina stette nel convento senza che nessuno sapesse che era a lei cui era apparsa la Vergine Maria. Otto mesi prima della sua morte Caterina raccontò alla sua nuova superiora tutte le apparizioni in maniera dettagliata e si seppe finalmente chi era la fortunata che aveva visto e ascoltato la Vergine. Papa Pio XII la proclamò santa nell’anno 1947.

 

Nostra Signora di Fatima

s lucia

Nella seconda apparizione a Fatima la Vergine disse a suor Lucia: «E tu, soffri molto? Non scoraggiarti. Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà verso Dio” (Parole della Vergine a Suor Lucia a Fatima durante la seconda apparizione , il 13 giugno 1917).

Lucia nacque il 22 marzo del 1907 a Aljustrel, una frazione rurale di Fatima. Quando vide per la prima volta la Vergine alla Cova da Iria aveva 10 anni. Entrò a far parte delle Sorelle Dorotee nel 1921, ma più tardi, nell’anno 1948, diventò carmelitana scalza per volere di Dio nel Carmelo di Santa Teresa di Coimbra. La Vergine aveva detto che Francesco e Jacinta sarebbero andati presto in cielo, mentre Lucia sarebbe dovuta rimanere sulla terra per diffondere i Suoi messaggi. E così fece fino alla sua morte che avvenne il 13 febbraio del 2005; è stata già avviata la sua causa di beatificazione. Ci ha lasciato molti scritti relativi alle apparizioni sotto forma di “memorie”. 
Tra gli scritti vi è questo prezioso passaggio che parla del Rosario: «La Santissima Vergine, in questi ultimi tempi, ha dato una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario: non esiste infatti alcun problema, per quanto difficile possa sembrare, sia esso terreno o a maggior ragione spirituale, che riguardi la nostra vita personale, delle nostre famiglie(…) o le vicende dei popoli e nazioni(…) che non si possa risolvere con la recita del Santo Rosario.»

I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok