La Solennità di “Santa Maria Madre di Dio” – 1 gennaio

madre

La Solennità di “Santa Maria Madre di Dio” è la più antica conosciuta in Occidente. 
I cristiani dell’Egitto, secondo un’antica fonte del III secolo, si rivolgevano a Maria con questa preghiera: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.

Nel IV secolo, il termine "Theotokos" (Madre di Dio) era usato frequentemente sia in Oriente sia in Occidente. Ciò nonostante, nel V secolo l’eretico Nestorio osò dire che Maria non era Madre di Dio. Egli non ammetteva l’unità della persona di Cristo e interpretò erroneamente la distinzione tra le Sue due nature – divina e umana-. I vescovi riuniti nel Concilio di Efeso (anno 431) affermarono la sussistenza della natura divina e della natura umana nell’unica persona del Figlio, dichiarando anche che “la Vergine Maria è Madre di Dio, perché Suo Figlio, Cristo, è Dio”. A questa dichiarazione seguì una grande processione in cui, portando torce accese, si cantò “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice "Maria è veramente “Madre di Dio”, perché è la Madre del Figlio eterno di Dio fatto uomo, Dio lui stesso". (n.509)

San Giovanni Paolo II parlando del titolo “Maria, Madre di Dio” disse: “L’espressione Theotokos, che letteralmente significa “Colei che ha generato Dio”, a prima vista può risultare sorprendente; suscita, infatti, la domanda su come sia possibile che una creatura umana generi Dio. La risposta della fede della Chiesa è chiara: la divina maternità di Maria si riferisce solo alla generazione umana del Figlio di Dio e non invece alla Sua generazione divina.” “Il Figlio di Dio è stato da sempre generato da Dio Padre e gli è consustanziale. In questa generazione eterna Maria non ha evidentemente nessun ruolo. Il Figlio di Dio, però, duemila anni fa, ha assunto la nostra natura umana ed è stato allora concepito e partorito da Maria.” (Udienza generale del 27 novembre 1996).

Quale significato ha questa festa per noi? Oggi possiamo ricordare che Maria non è solo Madre di Dio, ma è anche Madre Nostra. Dalla croce, Gesù ci lasciò Sua Madre, ce la donò affinché la accogliessimo nella nostra vita. Questo regalo così grande di Gesù ci deve lasciare meravigliati. La nostra esclamazione deve essere come quella di Elisabetta: "A che cosa devo che la Madre del mio Signore venga a me?" (Lc 1,43).

Pieni di stupore non ci resta che rendere gloria a Dio e rivolgerci a Maria con fiducia filiale.
 Possiamo confidarle tutte le nostre cose, le nostre preoccupazioni e le nostre suppliche. Lei prega per noi e ci insegna ad abbandonarci insieme a Lei alla volontà di Dio.